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II linguaggio psicoanalitico è divenuto sempre più articolato e significativo senza raggiungere tuttavia un livello di codificazione soddisfacente.
Da qui l'esigenza di costanti revisioni e ridefinizioni dei concetti operativi e dei criteri metodologici impiegati.
Cercherò di usare un discorso proposizionale di carattere enunciativo, evitando asserzioni valutative o prescrittive. Esprimerò tuttavia le mie idee con l'intenzione e l'aspettativa di suscitare “risposte” che contribuiscano a chiarificare, estendere o correggere il processo di “informazione”, nel contesto specifico del tema scelto.
La metodologia linguistica moderna può fornire strumenti utili per evitare o limitare le distorsioni o alienazioni semantiche sia nella situazione “comunicativa” attuale che nelle formulazioni teoriche generali.
Peraltro l'assetto psicologico personale e la disposizione dei “ricettori” può facilitare l'uso di messaggi o simboli a carattere emotivo.
Parallelamente il campo di apprensione (comprensione) cognitiva potrà essere intensificato e sviluppato sulla base di un interesse comune per la sistemazione “nomotetica” (1) dei princìpi psicoanalitici.
Freud manifestò questo interesse attraverso la fondazione di una categoria metapsicologica per l'ordinamento coerente dei fenomeni da lui osservati. Il termine “metapsicologico”, nella sua accezione etimologica e generale, non implica alcuna connotazione filosofica come non implica alcun riferimento ad un concetto di trascendenza, ma bensì indica un sistema “segnico” o “referenziale” entro cui inscrivere i fatti psicologici.