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La parola narcisismo è presa dalla terminologia clinica e fu scelta da P. Näcke (e H. Ellis) nel 1889 per indicare l'atteggiamento di una persona che tratta il proprio corpo allo stesso modo in cui è trattato, in differenti condizioni, il corpo di un oggetto sessuale; cioè egli sperimenta piacere sessuale contemplando, carezzando e blandendo il proprio corpo, finché da queste attività deriva gratificazione completa. Sviluppato fino a questo grado, il narcisismo ha il significato di una perversione che ha assorbito l'intera vita sessuale del soggetto; conseguentemente, in questa trattazione ci si può aspettare di imbattersi in fenomeni simili a quelli che noi cerchiamo nello studio di ogni perversione.
Ora, coloro che sono impegnati nell'osservazione psicoanalitica furono colpiti dal fatto che lineamenti isolati dell'atteggiamento narcisistico si trovano in molte persone che sono caratterizzate da altre perversioni - per esempio, come afferma Sadger, in omosessuali - e infine sembrò che un'inclinazione della libido che dovrebbe essere descritta come narcisistica potrebbe essere considerata in un campo assai più vasto, e che essa potrebbe reclamare un posto nello sviluppo sessuale normale degli esseri umani. (1) Certe difficoltà che s'incontrano nell'analisi di nevrotici portano alla stessa supposizione, perché sembra che questo genere di atteggiamento narcisistico sia uno dei fattori limitanti la loro suscettibilità di essere curati. In questo senso il narcisismo non sarebbe una perversione, ma il completamento libidico dell'egoismo, dell'istinto di autoconservazione, una certa misura del quale può essere giustificatamente attribuita ad ogni essere vivente.