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Freud ha considerato il contenuto psicopatologico, l'insieme dei deliri e dei sogni esistenti in un'opera d'arte - la Gradiva di W. Jensen - come equivalente ad un contenuto psicopatologico reale e l'ha sottoposto ad analisi. (1) In seguito all'analisi è stato possibile mettere in evidenza alcune somiglianze, alcuni caratteri comuni tra i tratti della personalità del protagonista della Gradiva e le peculiarità psicologiche dei protagonisti di altre opere dello stesso autore. I vari personaggi appaiono quindi come variazioni di un tema psicologico che sembra comune o ricorrente in varie opere di Jensen. In quale misura i risultati delle analisi dei vari personaggi descritti da uno stesso autore risultano trasferibili alla personalità che li ha creati?
Naturalmente non si può affermare che un artista che descrive personaggi malati e sofferenti sia, sempre egli stesso più malato e sofferente di un altro artista che, invece, crea figure apparentemente sane e soddisfatte. L'illustrazione di malati risulta molto diversa nell'artista e nel medico. Quest'ultimo si basa prevalentemente sull'osservazione e sullo studio di altri, mentre l'artista si fonda prevalentemente sull'osservazione di tratti della propria personalità (Freud).
Per quale motivo l'artista in alcuni casi preferisce rappresentare una persona in condizioni di benessere, di sicurezza, nel momento per es. in cui sorride, mentre in altri casi viene scelto un individuo in ansia, in condizioni di insicurezza, in una situazione di incubo, di lutto? È evidente che non esiste una netta antitesi tra le rappresentazioni di uno stato di benessere, di apparente