You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La rappresentazione fantastica: “un bambino viene picchiato” è ammessa con sorprendente frequenza da persone che sono ricorse al trattamento analitico a causa di un'isteria o di una nevrosi ossessiva. È molto probabile che essa compaia ancor più spesso in altre persone che non sono state costrette a prendere questa decisione per una malattia manifesta.
A questa fantasia si congiungono sentimenti di piacere, in virtù dei quali essa è stata riprodotta infinite volte o viene tuttora riprodotta. Al culmine della situazione immaginata s'impone quasi regolarmente una soddisfazione onanistica (dunque nell'ambito genitale), all'inizio in accordo con la volontà della persona, ma più tardi con carattere coatto, in contrasto con la sua resistenza.
La confessione di questa fantasia viene fatta solo con esitazione, il ricordo del suo primo apparire è incerto, al trattamento analitico dell'argomento si oppone una indubbia resistenza e si destano vergogna e senso di colpa forse