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I termini progresso e regresso implicano e denotano concetti di valore pratico ovvero valutazioni d'ordine empirico-clinico.
Allargandone il significato e volendo usarli in senso operazionale è necessario fondarli su di un sistema di riferimento stabilito. Ad es. possiamo riferirli al grado o livello della auto-rappresentazione dei fantasmi inconsci personali o extrapersonali o impersonali. Jung può parlare in questo modo di progresso e regresso nell'auto-rappresentazione delle immagini archetipiche. Non conviene soffermarsi sulla erroneità della concezione junghiana postulante le epifanie dell'inconscio. Conviene peraltro notare che nella letteratura junghiana è frequente l'uso della dizione sogno di progresso nel senso ora detto.
Possiamo intendere progresso e regresso come termini indicatori del grado o livello di integrazione strutturale o dinamica — ovvero considerarli in rapporto alla estensione o alla organizzazione del campo relazionale (cioè del campo delle relazioni oggettuali) — ovvero ancora considerarli in rapporto ai fattori economici della attività psichica.
Peraltro nel continuum temporale analitico, progresso e regresso costituiscono riprese trasversali: di sezioni trasversali — cioè stati momentanei — per cui è opportuno distinguere questi termini da quelli di significato noto, di progressione, regressione e retrogressione.
I sogni di progresso e di regresso rappresentano espressioni tematiche particolari di questi stati rilevati.
II metodo di rilevazione può esser detto soggettivo in quanto realizzato dai due soggetti che determinano la situazione analitica, ma tuttavia è basato sul processo di interazione che si svolge intersoggettivamente in modo continuo nel campo analitico, e che tende ad essere oggettivabile secondo regole ormai rese abbastanza precise.
Per intenderci: la rilevazione di un sogno di progresso nel campo analitico, può esser basata sulle ricezioni controtransferenziali dell'A. ma deve contemporaneamente tener conto dei fenome