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Per conflitto edipico la psicoanalisi intende una situazione conflittuale comune a tutti gli uomini, che, in quanto ancorata alla biologia, rappresenta il risultato inevitabile dello sviluppo psichico infantile.
Il bambino piccolo dipende dalla persona che ha cura di lui, che adempie ai suoi bisogni vitali. Quando lo sviluppo istintivo è nella fase in cui i desideri di amore si rivolgono consapevolmente verso l'esterno, ogni persona che non sia quella amata viene vissuta come “disturbante”. Al culmine dello sviluppo sessuale della prima infanzia, desideri libidici innati e tendenze aggressive innate vengono rivolti verso gli adulti che allevano il bambino. Se tali figure di riferimento vengono a mancare, le si sostituisce con oggetti fantastici: ciò vale per entrambi i sessi. Nel conflitto edipico il punto di vista più importante è indubbiamente quello della relazione oggettuale.
Dobbiamo ricordare che lo sviluppo libidico s'inizia con una fase priva d'oggetto: autoerotica. In seguito viene scelta come oggetto la propria persona (narcisismo), e da ultimo gl'investimenti libidici si effettuano su altre persone (relazione oggettuale). Di regola, un rapporto oggettuale libidico viene raggiunto nella fase fallica dello sviluppo istintivo: nella psicoanalisi questa tendenza viene detta desiderio incestuoso; verso la terza persona, che è di disturbo, vengono diretti gl'impulsi aggressivi: deve essere eliminata. Le emozioni collegate con questi impulsi vengono indicate come desideri di morte.