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Lo scopo di questa comunicazione è quello di proporre alcune ipotesi analitiche riguardo allo sviluppo del Nazional-socialismo tedesco e del suo aspetto finale di antisemitismo costituito dal genocidio degli ebrei (1). Il punto di vista dal quale gli avvenimenti vengono trattati non cerca di soppiantare, ma piuttosto di integrare le prospettive sociologiche, economiche e politiche preesistenti.
La necessità di un contributo psicoanalitico di questo genere alla comprensione della storia è stata esaminata e discussa da molti autori. Tra i molti favorevoli si possono citare HENRY LOWENFELD (2) e HEINZ HARTMANN (3) mentre WAELDER (4) ha una posizione nettamente contraria. L'opera di Freud “Mosè e il Monoteismo” è stata aspramente criticata perché le ipotesi psicoanalitiche in essa sviluppate non potevano essere controllate in base a dati storici. Una tale direzione risulterebbe assai meno importante se gli avvenimenti su cui si è appuntata l'indagine fossero accaduti in epoca recente. Essi potrebbero in tal caso venire controllati dagli storici per trovarvi testimonianze documentarie, dai sociologi per prove statistiche, e per una conferma o per una confutazione psicoanalitica, potrebbero venire sottoposti allo studio da parte di quel considerevole gruppo di colleghi che hanno una profonda conoscenza in materia attraverso la loro personale introspezione o attraverso l'osservazione analitica di casi clinici.
L'autore si augura che questa comunicazione possa servire a stimolare proprio ricerche di tal genere.
Per poter gettare le fondamenta. della discussione che verrà qui sviluppata