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Come introduzione alla ricerca tendente a chiarire il significato umano generale della colpa, vorrei anzitutto riassumere alcuni dati clinici attinenti alla depressione.
È noto che la colpa è l'esperienza nucleare della depressione e può essere considerata come il segnale che nel nostro mondo interno si sta facendo del male a ciò che si ama. Partire dall'esame, sia pure sommario, di un caso di depressione, può essere perciò la migliore premessa a qualsiasi discorso sul problema della colpa.
Il caso che premetterò alla mia esposizione riguarda una signora di 40 anni, che ha sviluppato un episodio depressivo in circostanze particolari: cioè in funzione di una reazione negativa alla guarigione di alcuni disturbi del marito. Questi soffriva, fra l'altro, di una specie di dissociazione della potenza sessuale, nel senso che era potente con la moglie e impotente con le altre donne.
La paziente, che chiamerò Diana, descrive la propria depressione come insorta in occasione del fatto che il marito era guarito dai suoi disturbi sessuali.
Il fatto che la propria depressione fosse vissuta come reazione negativa alla guarigione del marito aveva fatto sorgere in Diana la consapevolezza che in qualche modo ella desiderava il male del marito: e ciò era fonte di sentimenti di colpa coscienti elaborati depressivamente.
La propria esperienza depressiva sconcertava Diana per il fatto che essa aveva superato con animo sereno difficoltà molto gravi della sua vita familiare, che si collegavano ad altri disturbi del marito, ma che però non coinvolgevano le esperienze sessuali di lui con altre donne.