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Nel 1882 Fowler presentò il primo caso di disturbo psicogeno nel controllo delle feci. Più tardi Weissemberg (1926) descrisse gli aspetti organici e psicogeni del sintomo e coniò il termine di encopresi, che indica una perdita di feci involontaria non dovuta a cause organiche. Esso è analogo a quello di enuresi per ciò che riguarda il controllo delle urine.
Nel 1938 Shirley pubblicò altri 70 casi, di cui un terzo aveva un Q. I. inferiore a 70; quest'ultimo elemento venne da lui considerato come un fattore predisponente al disturbo.
Richmond e coll. (1954) operarono una chiara distinzione fra il megacolon psicogeno - di frequente osservazione nel bambino encopretico - e il megacolon neurogeno o malattia di Hirschprung, in modo da permettere una diagnosi differenziale precoce.
Basandosi sulla sua esperienza clinica, Anthony (1957) ha classificato gli encopretici in due tipi: il “continuo”, che non ha mai raggiunto il controllo degli sfinteri, e il “discontinuo”, in cui la sintomatologia è comparsa dopo un periodo intervallare libero da manifestazioni patologiche. Gli appartenenti al primo tipo vengono descritti come “bambini sporchi provenienti da famiglie sporche”, con scarse ambizioni materne e gravi problemi sociali. Il gruppo presenterebbe le seguenti caratteristiche: alta frequenza di enuresi, notevole regressione emotiva, scarsa occorrenza di sintomi o tratti ossessivi, “leakage” accentuato, modesti sintomi di vergogna, ritardo scolastico. Molto spesso i genitori sarebbero psicopatici. Il “discontinuo” è invece per l'A. “un bambino ossessivo di una famiglia ossessiva”, con genitori spesso inibiti e iperprotettori, e alto livello nelle aspirazioni materne. A paragone del precedente, il gruppo mostra una bassa percentuale di enuresi, una minore regressione emotiva e sociale, tratti ossessivi frequenti, accentuate reazioni di colpa e di vergogna, buon rendimento scolastico. Questo lavoro, che indaga sulle “relazioni fra training intestinale, funzione intestinale e svi