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Il termine “effetto P.E.S.” viene usato in questo lavoro per indicare il verificarsi, nell'ambito del rapporto analitico, di fenomeni riconducibili a percezioni di natura diversa da quelle note di senso e indicate pertanto nella letteratura col termine di “percezioni extra-sensoriali” (P.E.S.). I suddetti fenomeni verranno analogamente indicati come “fenomeni P.E.S.”.
La relazione tra effetto P.E.S. e situazione analitica fu presa più volte in considerazione da FREUD (, 1922, 1925, ). Successivamente, una schiera di autorevoli studiosi approfondì ed estese le sue osservazioni. Basterà qui ricordare i nomi di E. Hitschmann, D. Burlingham, Helène Deutsch, Paul Schilder, W. H. Gillespie, N. Fodor, E. Servadio, J. Eisenbud, H. Zulliger, I. Hóllos, J. Ehrenwald, G. Róheim, G. Devereux, tra i principali. 2 Un fondamentale passo avanti nello stadio dei fenomeni P.E.S. nella situazione analitica si ebbe con l'introduzione strumentalizzata del concetto di contro-transfert. Di ció va dato il merito all'ungherese I. HÓLLOS (1933) e all'italiano E. SERVADIO (1934), che vi giunsero indipendentemente e pressoché contemporaneamente.
Il rapporto con il contro-transfert deriva dal fatto che un'indagine approfondita degli elementi dell'effetto P.E.S. comporta in primo luogo la oggettivazione, da parte dell'analista, di quegli elementi soggettivi che, coinvolgendolo nel rapporto analitico, hanno a sua insaputa concorso alla produzione dell'inconsueto fenomeno. La comprensione di questi elementi — preconsci e inconsci — del proprio contro-transfert pone infatti l'analista in grado di rendersi conto della misura in cui essi sono