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Nella nosologia psicoanalitica l'entità rappresentata dalla nevrosi di carattere non è ancora giunta ad una delimitazione strutturale e clinica sufficientemente precisa e soddisfacente.
Secondo la definizione di W. REICH, questa nevrosi è sintetizzata nel fatto che il carattere dell'individuo che ne è affetto, fornisce il supporto della sintomatologia. In altre parole gli elementi costituenti il carattere acquistano in questo caso il significato, sia in senso dinamico che in senso economico, di veri e propri sintomi nevrotici.
È evidente che una tale precisazione teorica non ci dà una visione clinica chiara del processo psico-patologico in causa. Più vicina alle esigenze pratiche della clinica appare l'interpretazione della nevrosi di carattere come di uno stato indiscutibilmente nevrotico nel quale non fanno la loro comparsa i sintomi nevrotici classici, quali i sintomi isterici, fobici od ossessivi. Si tratterebbe di una nevrosi asintomatica (NUNBERG).
Questa visione peró potrebbe facilmente portare ad una estensione sproporzionata delle nevrosi di carattere. Infatti è cosa risaputa che gli psicoanalisti osservano attualmente una relativa riduzione del numero degli individui che chiedono di essere curati per uno stato nevrotico la cui sintomatologia sia ben marcata, secondo gli schemi patologici più in uso.
Al contrario, sembrerebbe esserci un aumento dei casi che potrebbero essere genericamente considerati come affetti da un'incapacità di adattamento sociale o da un'incapacità a poter risolvere i comuni problemi della vita, senza che si palesino dei quadri nevrotici classici. Per tutti questi casi insomma ci si potrebbe chiedere se non ci si trovi appunto davanti a delle nevrosi di carattere.
Per riprendere il problema da un altro punto di vista potremmo riferirci a quella che vuole essere la tipologia caratteriale analitica.
Come sappiamo, secondo questa tipologia, ogni individuo puó finire,