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Nel linguaggio comune esiste solo la frase opposta (“Egli si sente, è pieno di se stesso”) che indica come l'individuo sia felice, orgoglioso e tenda ad identificarsi con se stesso. Il senso di “vuoto”, di “svuotarsi” puó raggiungere gradi di maggiore o minore intensità. Esso viene collegato ad un disturbo della relazione tra l'Io e l'ambiente, in una fase primitiva dello sviluppo, intorno alla posizione schizo-paranoide (KLEIN, 1946). A sostegno di tale tesi l'a. riferisce i risultati dell'analisi di una paziente — Sara — e soprattutto le caratteristiche del relativo transfert. L'a. così spiega l'origine del senso di vuoto. “Il vuoto, in realtà, era causato dalla mia presenza quando io non riuscivo a comprendere lei: esso significava che io, per così dire, vedevo solo la forma esterna del suo corpo, ma non quello che si agitava all'interno, lei stessa. Eravamo come due estranei”.
I risultati dell'analisi e i dati riferiti dalla madre si possono riassumere nel modo seguente. 1) Benché vi fosse abbondanza di latte e la bambina si sviluppasse in modo apparentemente soddisfacente, esistevano importanti settori nei quali mancava un'adeguata comprensione tra madre e figlia. 2) La madre benché cercasse di fare del suo meglio, reagiva più ai suoi preconcetti intorno a quello che la bambina doveva sentire, che a quanto la bambina in realtà sentiva. Forse l'innata capacità di Sara nel tollerare la frustrazione e nell'adattarsi, risultava limitata. 3) La madre di Sara era inaccessibile ad ogni comunicazione che risultava in contrasto con il quadro che lei si era fatto della figlia e, in conseguenza, Sara non poteva comprendere le comunicazioni della madre e sentiva che la madre non la vedeva come era in realtà: non trovava mai un'eco nella madre. La madre e la bambina non potevano, secondo la frase di Winnicott, “vivere una comune esperienza” (WINNICOTT. 1945). Tale esperienza consiste nel fatto che i bisogni infantili trovano un'eco nella madre: questa, reagendo appropriatame