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L'A. fa riferimento alla teoria della “specificità di atteggiamento”, esposta in alcuni lavori di Graham e Coll., secondo la quale a particolari atteggiamenti mostrati da pazienti psicosomatici di fronte a situazioni di stress nella vita, corrisponderebbe specificamente un tipo di quadro morboso, nel quale ricompaiono, mediante un processo di “risomatizzazione”, determinati “precursori” autonomi delle difese
psicologiche. Tali precursori sarebbero costituiti da “dati biologici” dello stadio indifferenziato, comuni a tutti gli individui della specie, come l'arrossamento, il gridare, l'erezione pilomotoria, la secrezione lacrimale, etc. Come tali essi verrebbero usati nelle malattie psico-somatiche, di cui possono costituire la chiave, per la specificità del rapporto che li lega con i corrispondenti “atteggiamenti” verbalizzati. Secondo questa teoria, infatti, i precursori sarebbero stati desomatizzati nel corso dello sviluppo, e trasformati in risposte verbalizzate (gli “atteggiamenti specifici”) elaborate a livello del processo secondario. Donde la specifica correlazione. Per la particolare primitività dei precursori, e per l'indirizzo che li accomuna quasi come un tegumento protettivo, l'A. propone, tenendo presente il concetto freudiano di Reizschulz di dar loro il nome di “difese a mantello” (mantle defences). Di un certo numero di “atteggiamenti” verbalizzati, e delle corrispettive sindromi morbose, viene dato un elenco in una tabella. Nel testo vengono inoltre forniti alcuni esempi clinici.