You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La vera religione per ciascuno è la propria infanzia, il vero padre quando si è piccoli è il proprio padre e non quello del vicino. Quindi le nozioni religiose inculcate nel bambino vengono ad associarsi ad un insieme di conflitti primari, fantasmi primitivi che più tardi possono emergere e determinare vocazioni, rotture, estasi, tutte in apparenza fatti irrazionali ma che trovano un proprio significato alla luce della teoria psicoanalitica.
Da Sir James Frazer a Freud, Reik e Jones la comprensione psicologica dell'origine e del significato del sentimento religioso ci ha sempre più avvicinato alle modalità seguite dallo sviluppo affettivo e mentale del bambino nel suo rapporto con i genitori. Jones, riassumendo i vari aspetti psicologici del problema religioso, lo definisce infatti “la drammatizzazione sul piano cosmico delle emozioni, angosce, paure ed amore che nascono nella relazione del bambino con i suoi genitori”.
Anche l'A. sostiene la medesima tesi e pensa che non sia possibile approfondire in modo esauriente la natura di questo fenomeno senza riferirsi agli aspetti più arcaici della relazione madre — bambino: inoltre egli documenta la sua tesi con documenti clinici tratti da terapie di pazienti diagnosticati come isterici ed ossessivi od affetti da nevrosi con forti componenti orali.
Con un lieve cenno ai primissimi riti funerari legati alle religioni preistoriche o arcaiche vengono evidenziate