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“Un giorno (dice l'A., parlando con Bouvet del suo lavoro Aspetto omosessuale del transfert) espressi l'idea, allora basata solo su una intuizione, che non vi sono rilevanti differenze per un paziente se egli ha un analista uomo o donna e che anche con un'analista si puó stabilire un “transfert omosessuale”. Dall'osservazione di molti casi clinici l'A. trova conferma alla sua ipotesi e ricava interessanti considerazioni.
L'A. ricorda che esistono diverse varietà di transfert di una imago maschile: il transfert omosessuale è una di queste e realizza una posizione edipica invertita, con passività nei confronti dell'imago maschile; corrisponde ad una posizione di regressione di fronte all'Edipo e nello stesso tempo ad una posizione difensiva in apporto alla proiezione di una imago femminile fallica ed angosciante. È quindi una “posizione intermedia”, benefica e strutturante, che difende contro una regressione più profonda. Il beneficio narcisistico che il malato ricava dalla sua posizione di passività è considerevole ed è di estrema importanza in alcuni momenti della cura. Il transfert omosessuale offre al malato un appoggio e una difesa contro un altro tipo di transfert che non puó essere abbordato che molto più tardi. Vivere lunghi