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L'A riporta la letteratura psichiatrica sul delirio erotomane (Zieller, Esquirol, Sérieux, Capgras) e ricorda i contributi psicoanalitici al problema: quelli che riguardano la teoria psicoanalitica classica del delirio in generale (Freud, Ferenczi, Knight, Garma) e quelli in cui si
affronta l'interpretazione del delirio erotomane in particolare (Shift, Nacht, Lagache).
Le caratteristiche specifiche del “rapporto erotomane” si possono riassumere come segue: mentre la relazione amorosa normale si puó definire come un rapporto di reciproca appartenenza, la cui formula è “io ti amo, tu mi ami”, il rapporto erotomane (in qualsiasi stato clinico si manifesti) implica la negazione o la cancellazione di uno dei due termini la cui unione non sembra più necessaria al soggetto perché si instauri una relazione amorosa (l'erotomane non si preoccupa minimamente dei sentimenti reali dell'altro). Si tratta del rapporto con un oggetto fantasmatico e non con una persona reale. Più il grado di fantasmatizzazione inconscia è intenso, più la realtà è negata e più siamo in una posizione delirante.
Nel “rapporto erotomane” è solo uno che ama e il personaggio investito esiste per il soggetto solo in funzione del bisogno che egli ne ha. Mentre in altri deliri si ha una frattura con il mondo reale (che viene percepito in modo molto angosciante), nel rapporto erotomane si ha un compromesso con la realtà attraverso l'amore per un personaggio derealizzato. Nell'evoluzione affettiva del soggetto il processo erotomane, ricco di fenomeni proiettivi e di investimenti libidico-narcisistici, si situa al livello più arcaico quando, cioè, l'Io si costituisce solo a partire da un oggetto investito e si differenzia con difficoltà da questo. L'esistenza dell'oggetto è, in quel momento, necessaria per provare l'esistenza del soggetto, mentre l'assenza o la lontananza dell'oggetto sono sentite come pericolo imminente di distruzione.
Negli erotomani la paura angosciante di perdere un oggetto d'amore ha portato