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Questo lavoro deriva dallo studio sul delirio condotto in collaborazione con Nacht. Non è facile, dice l'A., definire che cosa è la realtà. La prima concezione di Freud era che la realtà fosse soprattutto un ostacolo alla soddisfazione, una esigenza limitatrice, un “anti-piacere”. La figura paterna è rappresentante di una realtà così concepita, fatta ad immagine del Super-Io di derivazione paterna. Cioè il bambino è costretto a riconoscere l'esistenza di un mondo esterno distinto ed indipendente da se stesso per il ripetersi della frustrazione che contraddice la propria onnipotenza. In seguito Freud vede nel principio di realtà un corollario del principio del piacere. Infatti l'Io sorge quale intermediario fra gli impulsi e la realtà, che in origine è sentita solo come spiacevole perché disturbante, ma ben presto è investita di libido perché necessaria. Doppiamente necessaria: come unica fonte di soddisfazione e come “derivativo” di un eccessivo accumulo