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Il paziente di cui vi parlerò è un giovane di 22 anni che iniziò l'analisi 4 anni fa, presentando un acuto stato di allarme, da lui riferito a idee coatte invasive che gli si presentavano alla coscienza come tentazioni di contatti omosessuali o come fantasie incestuose, ma che in effetti erano situazioni di perdita di identità.
Le modalità più frequenti di queste rappresentazioni coatte erano o quella di occupare lo spazio prima occupato da un uomo, o di poter provare sensazioni erotiche identificandosi con la madre e perdendo i limiti e le prerogative del sé, o quella di riferire alla madre, attraverso somiglianze con vari oggetti intermedi, particolari di persone incontrate, uomini o donne, o fantasticate, e di realizzare quindi, direttamente e immaginativamente, desideri incestuosi con la madre, di conseguenza confondendosi con lei e ancora una volta perdendo i limiti e le prerogative del sé. La invasività di questa attività mentale paralizzava in quel periodo tutta la vita del paziente. Fin dai primi accenni alla sua storia personale, sembrò avere per lui grande importanza il fatto di essere nato prematuramente.
Lo svolgimento della sua analisi e del transfert confermarono e confermano ancora oggi il peso condizionante di tale evento sulle sue strutture psichiche e il suo tipo di rapporti oggettuali.
Io non sono purtroppo in grado di fornire dati precisi su questa importante circostanza, avendoli raccolti nel corso dell'analisi e utilizzati nella situazione specifica. Mi accorgo ora, nel ricostruirli in forma più sistematica, delle molte lacune presenti nell'inizio della storia clinica. Tuttavia, fino ad oggi mi trovo nell'impossibilità di approfondire i dati obbiettivi col paziente o con i parenti, per motivi ovvi.
Il paziente afferma di essere nato a sei mesi e mezzo, o comunque