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Nihil est, nisi negationis nomen, cum obscura notione.
1. - Un'occhiata alle date: nel “20 Al di là del principio di piacere, nel “23 L'Io e l'Es, nel “29 Il disagio nella civiltà. Dalla guerra, dalle rivoluzioni, fino alla grande crisi (e più in là, fino ai prodromi del nazismo): una certa riflessione di Freud, quella che per un verso c'interessa di più, ora, può di sicuro venir ricondotta, ed è stato fatto, a un tentativo di esorcizzare, dandole un nome, una realtà di angoscia personale (e collettiva). Ma anche in Freud, com'è ovvio, l'indicazione del fondamento affettivo, ossia nodo di storia individuale, non dispensa dall'esame interno del testo, anzi lo sollecita, per non correre il rischio di diventare semplice giustificazione di esso o, che in fondo è lo stesso, pretesto per un rifiuto.
La premessa ha valore retrospettivo e si riferisce all'accoglienza tra impacciata e smarrita ricevuta nell'ambito psicoanalitico dalla elaborazione freudiana del cosiddetto istinto di morte.1 Rifare la storia delle