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La grande fioritura di studi psicologici in generale e psicoanalitici in particolare, e lo straordinario succedersi delle pubblicazioni relative ad essi ha portato all'esigenza di fare il punto sulla questione terminologica.
In questo campo la coniazione di neologismi, e l'uso differente dalla accezione comune di termini già esistenti ha prodotto una confusioneche ostacola la comunicazione di fatti e di idee, e che presta il fianco alle critiche di studiosi di altre discipline che si giovano di un vocabolario meno evanescente soprattutto perché lo sono i fenomeni cui esso si riferisce.
Per ovviare a queste difficoltà gli autori hanno compilato questo dizionario di termini psicologici e psicoanalitici comprensivo di oltre 13 mila vocaboli.
Vi sono inclusi i termini usati dagli psicologi e dagli psicoanalisti in modo speciale o tecnico.
Nel dizionario i termini strettamente psichiatrici sono stati inclusi solo in quanto interpretativi o descrittivi di fenomeni psicologici.
Inoltre lo “spelling” americano è stato preferito a quello inglese.
I termini stranieri sono stati riportati solo se di uso comune nel linguaggio degli psicologi inglesi (es. “folie à deux”).
L'aver redatto un dizionario comune sia alla psicologia che alla psicoanalisi comporta secondo gli autori la difficoltà di distinguere quei termini che in psicologia hanno un significato e che in psicoanalisi ne hanno uno diverso; ma comporta il vantaggio di favorire lo scambio e il paragone di termini in campi diversi.
Questo lavoro è e vuole essere fedele alla sua funzione di dizionario; non è quindi una enciclopedia psicologica né tanto meno psicoanalitica.
Nonostante la distinzione possa sembrare evanescente e comunque difficile da attuare esso si occupa delle parole e non dei fatti, che sono stati inclusi solo in quanto essenziali per esprimere il significato di una parola.