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Dall'osservazione del comportamento di due sorelline, una di 5 e l'altra di 3 anni, dopo aver assistito a una rappresentazione scenica della favola di Cenerentola, l'autore trae argomenti per riconfermare la sua tesi che, nello sviluppo delle bambine, il complesso mascolino, l'invidia
del pene, ecc., siano quasi certamente fenomeni secondari, che si rendono, a suo avviso, più evidenti nelle bambine che hanno una sorella più grande, la quale tende di solito a impedire alla più piccola di ripetere le proprie esperienze, non tollerando di condividerle con lei. In questi casi, mentre la più grande è apertamente femminile con qualche nota narcisistica, la più piccola si sviluppa in maniera più bisessuale. Questo modo però si rivela alla fine come un detour, visto che anche la più piccola riesce, di solito, a raggiungere un adeguato atteggiamento femminile, anche se può rimanerle per il resto della vita una consumata capacità di risposte bisessuali.