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Le osservazioni che vengono descritte e discusse in questo articolo sono state fatte nel corso del trattamento di pazienti che si erano presentati per sintomi di depressione e per intermittenti episodi di comportamento sessualmente impulsivo. Negli uomini la sessualità consisteva in un'attività polimorfo-perversa svolta soprattutto nei riguardi di prostitute. Anche se in qualche individuo sembrava che prevalesse una particolare perversione, l'ulteriore osservazione poneva in evidenza la presenza anche di altre perversioni. Nelle donne il comportamento sessuale consisteva in promiscuità con una grande varietà di uomini: il coito era raro e provocava reazioni di disgusto. Quanto trapelava serviva a nascondere un desiderio di carattere primitivo, cioè il bisogno di unirsi intimamente alla madre in un rapporto di simbiosi. Al lume di tale relazione, le perversioni rappresentano, come Freud ha sostenuto nel 1905, la continuazione dell'attività sessuale infantile che interferisce con la genitalità dell'adulto. Si tratta di perversioni nelle quali prevalgono i caratteri orali.
Questa comunicazione si propone di dimostrare la validità della seguente ipotesi: il comportamento sessualmente impulsivo che si verifica in seguito ad una perdita (immaginaria o reale) di un oggetto, è il disperato tentativo di ripristinare un rapporto di simbiosi dal quale dipende l'integrazione dell'Io. L'osservazione di tali pazienti mostra la loro estrema sensibilità nei riguardi di una separazione o perdita (immaginaria o reale) di una persona dalla quale appaiono dipendenti. Tale evento viene percepito come un grande pericolo e dà luogo a segni di angoscia narcisistica, agitazione, depressione e comportamento sessualmente impulsivo. Sensazioni di essere respinti da un oggetto desiderato, esperienze che apparirebbero quasi trascurabili per la maggior parte delle persone, rendono necessaria una disperata e frenetica ricerca di un sostituto che risponda con manifestazioni (anche illusorie) che pos