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Non è intendimento di questo lavoro presentare una rassegna della vasta letteratura psicoanalitica sull'omosessualità. Mi limiterò soltanto ad alcuni accenni necessari ad introdurre il caso che desidero presentare. Dando un rapido sguardo alle dottrine dei più significativi ricercatori preanalitici, si giunge alla conclusione che una precisa teoria delle perversioni sessuali la si ha soltanto a partire dai “Tre saggi sulla teoria della sessualità” di Sigmund Freud apparsi nel 1905.1
Alcune incertezze relative alla genesi dell'omossessualità sono dovute al fatto che solo recentemente è stato possibile indagare sulle fasi pre-edipiche dello sviluppo istintuale.
Freud, nelle sue ricerche, era partito ovviamente dai livelli meno profondi dell'evoluzione psichica. Ecco perché anche nell'omosessualità la sua impostazione etiopatogenetica è in termini edipici. Solo negli ultimi venti anni è stato dato valore adeguato ai conflitti delle fasi orale ed anale.