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Il lavoro del Dott. Bellanova calibrato e prudente, abbraccia un vasto orizzonte di interessi, ma specialmente suscita una serie di riflessioni relative a tre regioni principali:
La prima, clinica, riguarda le problematiche connesse alla sindrome dell'omosessualità, alla sua patogenesi, al suo significato patodinamico, strutturale e psicoplastico.
La seconda, tecnica, riguarda l'uso, l'utilità ed il valore delle produzioni artistiche del paziente durante il corso della terapia, e le modificazioni indotte nella situazione analitica.
La terza, infine, riguarda il complesso e singolare processo della creazione artistica.
Per ciò che concerne l'omosessualità, e più precisamente l'omosessualità maschile manifesta, farò alcune brevi notazioni concettualizzate in base alla esperienza tratta da un certo numero di casi lungamente analizzati ed alla elaborazione di alcuni lavori presentati all'ultimo Congresso Internazionale di .
L'omosessuale vero ha sofferto nell'infanzia di un disturbo precoce parziale dell'evoluzione ontogenetica, che consiste nella incompleta integrazione dell'apparato genitale (in senso anatomo-funzionale) entro lo schema corporeo inconscio. L'omosessuale pertanto patisce profondamente uno stato di depersonalizzazione somatopsichica (desomatizzazione) nucleare, primario e cristallizzato, più o meno completamente rimosso. Questa organizzazione e fissazione patologica di base comporta un difetto di integrazione anche a carico della struttura dell'Io (depersonalizzazione autopsichica parziale). A questo proposito Edoardo Weiss, in un preciso intervento fatto al Congresso 1962 dell'Associazione Psicoanalitica Americana,