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L'approccio genetico ai fenomeni mentali si è dimostrato utile per la comprensione della mente, ma il quadro rimarrebbe incompleto se non si tenesse conto anche dei processi di maturazione. L'Autrice segnala la necessità di distinguere tra “determinanti genetiche” e i prodotti finali di processi mentali inerenti allo sviluppo; la mancanza di una chiara distinzione tra funzione e genesi, già ripetutamente criticata da Hartmann, conduce a confusione. Si domanda l'Autrice cosa accada alle differenti funzioni mentali nel corso della maturazione ed in particolare alle funzioni dell'Io; considera che queste ultime sono presenti nel neonato solo in forma potenziale e si sviluppano per mezzo dell'apprendimento e dell'amore materno. Nell'evoluzione normale le funzioni subiscono un cambiamento nei processi difensivi, mentre in patologia la funzione difensiva persiste inalterata. Per quanto si riferisce alle funzioni dell'Io autonomo primario, si osserva invece una situazione opposta