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L'Autore di questa relazione fa parte di un gruppo di studio della “Hampstead Clinic” di Londra, dove attualmente si sta svolgendo un programma di ricerche.
Utilizzando il metodo del “Profilo di sviluppo” di A. Freud nell'esame del materiale clinico, è sorta la necessità di studiare più a fondo i problemi della fissazione e della regressione, concetti essenziali della teoria psicoanalitica non
sempre ben separati nella pratica. Nagera si propone di mostrare che nei disturbi psichici dell'infanzia è spesso possibile riconoscere già in sede diagnostica in quale misura tali disturbi siano dovuti a regressione oppure a fissazione. Una simile valutazione nella psicopatologia dell'adulto è più complicata, sebbene non impossibile. Sappiamo che il concetto di fissazione può avere molti termini di riferimento e che le diverse forme di fissazione sono espressioni di fenomeni equivalenti: si rende così necessario lo studio dei fattori determinanti i vari tipi di enfasi, modi o livelli di espressione. I punti di fissazione indicano un certo grado di arresto nello sviluppo istintuale; nella regressione invece gli istinti, che hanno raggiunto un più alto livello di evoluzione, sono forzati dai conflitti a regredire a posizioni precedenti. L'esistenza di punti di fissazione è indicata da manifestazioni corrispondenti a fasi precedenti dello sviluppo, che non possono venire accettate come normali, a livelli più avanzati.
L'intensità e l'attività dei punti di fissazione saranno proporzionali alla quantità di libido e aggressività arrestate nella loro evoluzione: l'intensificarsi degli istinti avverrà in forma proporzionale al tipo di regressione effettuata. Da qui l'importanza di studiare attentamente la storia dello sviluppo del bambino, cercando di seguire le vicissitudini della sua evoluzione istintuale. S'illustra in seguito nell'articolo come la fissazione e la regressione si manifestano nel materiale raccolto durante una seduta diagnostica con un bambino di quattro anni e mezz