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Come è noto, Freud riteneva necessaria una modificazione tecnica per analizzare le fobie tipiche: un intervento attivo per indurre il paziente a fare un primo sforzo di superare la fobia. Dopo aver indebolito la cornice della nevrosi, Freud persuadeva il paziente ad affrontare le esperienze temute allo scopo di portare pienamente in luce il conflitto nevrotico.
Ma, dice giustamente Nacht, non è solo questa la ragione di un simile intervento attivo. Purché avvenga in una fase dell'analisi in cui l'ambivalenza del paziente nei confronti dell'analista pende prevalentemente in senso positivo, aderire ad una richiesta di questo genere comporta per il paziente una maggiore introiezione dell'analista percepito come oggetto buono e quindi una “bonifica” delle proprie pulsioni.
Nacht parla di “funzione gratificante” dell'analista. È del resto ben nota l'opinione di Nacht che non soltanto nei fobici il mantenere in modo rigido un atteggiamento di assoluta neutralità sia controproducente. Anche se, ovviamente, l'atteggiamento di “presenza demitificante” debba avere modi e sfumature differenti a seconda dei casi.