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Nel XIX secolo gli psichiatri europei ritenevano che tutti i disturbi psichici fossero dovuti a fattori organici neuropatologici, a loro volta conseguenza di stati ereditari, costituzionali degenerativi. Questa concezione è tuttora prevalente tra gli psichiatri centro-europei e di altri paesi, ed informa i criteri della legislazione della Repubblica Federale Tedesca che sanziona il risarcimento di persone perseguitate dai nazisti affette da disturbi nervosi. Nell'ambito della suesposta concezione, Kraepelin, studiando la fenomenologia di una serie di disturbi che apparivano prevalentemente durante e dopo l'adolescenza, introdusse - per definirli - il nome di “dementia praecox”, ponendo così l'accento sul loro decorso progressivo. Bleuler (1911) indagando soprattutto i disturbi del pensiero e quelli affettivi ha notato che la sintomatologia in questione comprende vari stati morbosi, alcuni dei quali non portano alla demenza, ed ha riunito questi stati morbosi nel gruppo delle schizofrenie. In seguito, questo gruppo di disturbi psicotici è stato gradualmente definito in modo più preciso, ed in esso sono stati inclusi altri stati morbosi non descritti da Bleuler.
Gli studiosi, basandosi sul concetto che il gruppo delle schizofrenie sia dovuto a fattori ereditari o neurologici di natura degenerativa,