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Il presente lavoro ha lo scopo di esporre alcune delle riflessioni sulle difficoltà e sui problemi che ha suscitato in me il lavoro psicoterapeutico e psicoanalitico con pazienti psicotici, soprattutto con soggetti affetti da schizofrenia di tipo paranoide e di altri tipi, da forme “borderline” della schizofrenia e da malati di depressione psicotica (psicosi maniaco-depressiva, depressione in soggetti schizofrenici).
Ho incontrato forti resistenze interne ad affrontare questo tema dentro di me ed a tradurlo in un lavoro. Tali resistenze sono solo in parte dovute alle difficoltà ed oscurità dei problemi clinici e teorici relativi al soggetto, ma soprattutto alle difficoltà di esame di certi problemi controtransferenziali che insorgono inevitabilmente in chi affronta la terapia con pazienti psicotici.
Sebbene le mie considerazioni siano nate soprattutto dal contatto i con pazienti psicotici, penso che esse valgano potenzialmente anche per pazienti nevrotici, specie per nevrotici gravi.
I problemi controtransferenziali nel trattamento di psicotici hanno sinora ricevuto estremamente scarsa attenzione da parte degli analisti, o per lo meno vi è pochissimo materiale pubblicato in merito. Credo che alcune delle ragioni di questo fatto siano le seguenti:
Lo studio e l'interesse analitico per i problemi di controtransfert è relativamente assai più recente di quello per i fenomeni di transfert.
* Letto al Centro Psicoanalitico di Roma, nella riunione scientifica del 15 giugno 1965.
Lo studio analitico nel nostro controtransfert nel lavoro con psicotici è ostacolato da varie e profonde resistenze.
Le nostre resistenze sono dovute almeno ai seguenti fattori: