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Fenichel ha rilevato che i contributi psicoanalitici allo studio della adolescenza sono relativamente scarsi. Egli ritiene che ciò sia dovuto al fatto che la psicoanalisi si è occupata soprattutto della sessualità infantile e degli aspetti inconsci della sessualità. E d'altra parte l'adolescenza era già studiata diffusamente, mentre la sessualità infantile era ignorata.
Tra gli studi psicoanalitici più noti sull'adolescenza si può ricordare il contributo di Freud nei “Tre saggi sulla teoria della sessualità”, quelli di Anna Freud, di Michael Balint, di Jones, di Susan Isaacs, di Berfeld, per citare solo i nomi più noti. Helène Deutsch ha dedicato alla adolescenza gran parte del primo volume della sua opera Psicologia della donna. Della scuola parigina va ricordato il contributo di Pierre Male.
La presenza tra i relatori di questo simposio di un maestro della psicologia infantile, Jean Piaget, mi porta a ricordare il contributo di Charles Odier, che ha cercato di portare nella psicoanalisi la integrazione con la concezione piagetiana dello sviluppo psichico.
Per Odier, dalla preadolescenza alla prima giovinezza, si collega quell'insieme di processi maturativi della vita emotiva e affettiva, attraverso i quali l'adolescente passa dalla posizione di un fondamentale esternismo affettivo alla autonomia dell'affettività. Per Odier l'esternismo affettivo è parallelo e primario rispetto all'esternismo intellettuale e morale, che Piaget ha soprattutto elaborato nel concetto di realismo infantile.
L'adolescenza sarebbe perciò il periodo cruciale della maturazione