You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Alla fine di gennaio del 1965 si sono festeggiati contemporaneamente a Zurigo gli ottanta anni di R. Spitz ed il primo anniversario della sua affiliazione alla Società Psicoanalitica Svizzera, essendosi egli recentemente trasferito dagli Stati Uniti. De Saussure, come Presidente della Società Svizzera, ha tracciato la traiettoria del primo anno di vita dell'illustre psicoanalista nel seno della Società seguendo lo schema del libro di Spitz Il primo anno di vita del bambino; ha analizzato i suoi rapporti con la madre — Società Psicoanalitica Svizzera — sottolineando i punti di coincidenza o di divergenza con quelli che Spitz descrive nel rapporto tra il bambino e la madre.
Ma il più importante tributo di stima gli è stato reso nell'Aula Magna del Politecnico dove numerose persone si erano riunite per partecipare ai festeggiamenti e per ascoltare l'annunciata conferenza di Anna Freud. Più che di una conferenza, come lei stessa ha tenuto a specificare, si è trattato di una discussione del lavoro svolto da Spitz e delle conclusioni da lui raggiunte, mettendole a confronto con alcune da lei stessa ottenute.
A. Freud ha incominciato constatando come sovente studiosi che partono dagli stessi principi di base, pur seguendo cammini diversi, arrivano ad analoghe scoperte. Uno degli elementi in comune tra il suo lavoro e quello di Spitz consiste nell'importanza che entrambi danno al principio del piacere ed al principio di realtà. Sono pure vicini nella scelta del materiale di studio ed è probabile che la preferenza di Spitz per il primo anno di vita e quella di A. Freud per i successivi si debba ai metodi utilizzati. Tutti e due sono d'accordo nel ritenere impossibile la comprensione totale delle prime esperienze del bambino per mezzo