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L'A., attraverso lo studio teorico suggerito dall'analisi di un uomo di 30 anni, cerca di mostrare la particolare situazione di integrazione del padre, differenziato e riconosciuto nel suo ruolo, in una fase di evoluzione libidica pregenitale. Il centro della situazione si pone sulla fase anale ed in particolare, nel caso, su un rituale di defecazione in cui anche il padre entrò ben presto. Sebbene cioè si formasse una situazione triangolare — elaborata nel transfert — detta situazione non era inquadrabile in un'organizzazione genitale, bensì pregenitale sotto il segno cioè di una relazione di oggetto anale. Si tratterebbe di una particolare condizione di avanzamento di sviluppo dell'Io rispetto a quello libidico. L'A. cita Freud (Predisposizione alla nevrosi ossessiva) commentando che in realtà Freud designa come appartenenti alla nevrosi ossessiva stati molto diversi che hanno in comune soltanto i meccanismi di difesa ossessivi “propri dell'analità”. Ciò permette di considerare delle relazioni con oggetti interi e distinti funzionalmente, ma minacciati, nelle parzialità della relazione, dalle cariche sadiche.
Richiamando il processo di “edipificazione” descritto da Lebovici e Diatkine in pazienti psicotici, l'A. sottolinea che l'integrazione del padre diviene il supporto della frustrazione proiettata (il padre cerca proprio quelle soddisfazioni pregenitali di cui il bambino è privato); d'altra parte consente un volgimento d'aggressività pericolosa per l'oggetto e si oppone all'aggressività rivolta verso la madre. Vale a dire, il padre funge anche da Super-Io esterno che anticipa le ancora difettose funzioni superegoiche. Il padre si oppone a che il bambino consegua un piacere pregenitale permesso solo a se stesso.
L'aspetto economico è dall'A. ricondotto agli studi di Mallet, riferendone il concetto che l'Io teme la piena soddisfazione per i conflitti in cui questo lo porrebbe con l'oggetto e con il Super-Io o con l'ambiente. Ciò che l'Io teme è la distruzione della