You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il lavoro riprende i temi già proposti dal prof. Lagache in occasione di una sua conferenza presso l'Istituto di psicoanalisi di Roma. Viene puntualizzato il problema della psicoanalisi in quanto produttrice di valori superiori, considerando che l'esercizio della psicoanalisi conduce a un movimento sublimato di certe posizioni esistenziali dell'analista.
L'Autore precisa che la psicoanalisi in sé è anche un valore costituito e un bene comune dell'umanità oltre che una disciplina produttiva di valori. Egli sottolinea come il movimento psicoanalitico si dibatta fra l'universalismo e il particolarismo e come di conseguenza gli scismi e i dissidi di scuola siano tanto accentuati nella psicoanalisi, da far pensare a una affinità con movimenti religiosi e politici, anche se questo fatto riguarda l'aspetto sociologico della psicoanalisi senza pregiudicarne il valore terapeutico e scientifico. Più che in ogni altra professione, secondo l'Autore, la scelta che condiziona la “vocazione”per la psicoanalisi, risulta motivata principalmente dall'intuizione di certi valori senza una chiara visione dell'oggetto prescelto. A un primo esame, tali valori sembrano configurarsi in un insieme di considerazioni di carriera, problemi personali, altruismo terapeutico, curiosità scientifica, intenti narcisistici di prestigio e di potenza e attrazione esercitata dal mistero. Va poi aggiunto il desiderio di affiliazione operato dall'incontro con una persona o con un gruppo.
L'analisi didattica, dal canto suo, può essere paragonata a un'iniziazione, ma essa non è mai una iniziazione misterica, non è una mitizzazione della psicoanalisi, al contrario è una demitizzazione della stessa. Infatti, anche volendo considerare la mitizzazione che si opera nel transfert sollecitando il rianimarsi dei contenuti inconsci, se mitizzazione si vuoi considerare l'instaurarsi di un rapporto che ripristina la relazione padre-figlio, questa è destinata alla più radicale delle demitizzazioni. Infatti lo psicoanalist