You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
L'ipotesi di Barande della struttura del tempo dell'uomo sulla linea dell'incompiutezza, è un prolungamento della teoria di Bolk sulla genesi umana. L'autore sostiene che il destino dell'uomo può essere non soltanto quello del superamento dell'incompiutezza e dell'angoscia, ma anche quello del compimento attraverso il piacere.
Ci sembra preferibile dare al lettore soprattutto qualche immagine diretta del modo in cui Barande affronta e sviluppa il problema, piuttosto che tentare una sintesi traducendo il suo linguaggio in uno stile ed in termini diversi da quelli estremamente personali e suggestivi, in cui egli si è espresso. E ciò appunto, per non omettere e deformare aspetti a nostro avviso non secondari, ai fini di una piena comprensione critica della posizione dell'Autore e del significato e valore del suo discorso.
L'Autore inizia il suo articolo con queste parole:
“Se Prodotto fu il padre della Storia, in quanto ha tratto l'Uomo fuori della notte della preistoria” Freud è sicuramente il padre dei “tempi interni” dell'uomo. Seguendo Galileo e Darwin, si può dire che quello, che furono per loro le rivoluzioni del tempo e spazio fisico per l'uno e del tempo della specie per l'altro, lo è stato, e lo è ancora, la rivoluzione freudiana, per il tempo psicologico dell'uomo.
La rivoluzione freudiana con il concetto dell'atemporalità dell'inconscio, che introduce quello di discontinuità e di evolutività nella storia dell'uomo, ci ha permesso per la prima volta di superare il muro del “tempo interno “.
Per l'A. la morte così come il tempo non si può concepire. “Il tempo non può essere tempo”(J. Hersch) e il tempo non potendo essere concepito come tale dall'uomo, diventa comprensibile solo in termini di spazio.
La insolubile strutturazione temporo-spaziale della psiche e delle sue produzioni, ci mostra che il tempo non può essere espresso che attraverso l'immaginabile, cioè grazie alla trasposizione spaziale implicita nell'ordine visuale del fantasma. Per ciò l'esperienza psico