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Non è facile condensare in una esposizione sintetica e chiara, ed al tempo stesso esauriente e scientificamente corretta, la teoria e la clinica psicoanalitiche. In questo intento riesce il breve testo dell'americano Brenner, An Elementary Textbook of Psychoanalysis, di cui appare oggi la traduzione italiana.
Il pregio fondamentale di questo libro è infatti quello di essere conciso, lucido, didattico: è la lettura più adatta ad introdursi nel mondo della letteratura psicoanalitica per quanti (studenti di psichiatria o giovani psicologi, sociologi o pedagoghi) non abbiano il tempo o la pazienza di immergersi nella lettura di più ampi trattati.
Pur usando un linguaggio piano e comprensibile, il Brenner riesce a spiegare chiaramente alcuni dei concetti più ardui della dottrina psicoanalitica: le pagine sulla definizione e sulla natura delle pulsioni istintuali, ad esempio, e quelle sulla teoria psicoanalitica dell'angoscia sono di una chiarezza esemplare.
Altro pregio del libro è quello di dare un quadro non statico, ma dinamico della psicoanalisi: attraverso la prosa nitida e fluida del Brenner (il quale, oltre che psicoanalista e psichiatra, appare anche insegnante esperto in tutte le astuzie didattiche e le arti dell'esemplificazione) la dottrina freudiana ci si presenta non solo o non tanto come un corpus definito di teorie, ma come un metodo che si è sviluppato storicamente attraverso le successive formulazioni di Freud e dei suoi successori, arricchendosi e ampliandosi progressivamente.
Nella sua esposizione della teoria psicoanalitica della struttura dell'apparato psichico l'Autore riesce infatti ad integrare anche gli apporti degli indirizzi più moderni, sia quelli di derivazione kleiniana che quelli che si rifanno alla scuola di H. Hartmann.
Numerosi sono quindi i meriti di questo libro, il quale trova la sua funzione, come dicevamo all'inizio, in una azione di stimolo ad ulteriori più approfondite letture.
Con quest'opera (che Franco Mori ha tradotto dall'inglese c