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Non occorre spendere molte parole per presentare al pubblico italiano Bruno Bettelheim, di cui sono già state tradotte due opere, i Dialoghi con le madri e Il prezzo della vita, né richiede una particolare introduzione questo L'amore non basta - un libro apparentemente così tecnico! un classico nel campo della psichiatria infantile - che si presenta da sé, accaparrandosi l'attenzione del lettore anche meno informato grazie alla ricchezza di umanità e di poesia che contiene.
Bettelheim ci illustra i principi informatori e i metodi seguiti nel suo lavoro di rieducazione e riabilitazione di bambini con profondi disturbi della personalità e del carattere (rivelatisi troppo gravi per essere curati con le normali tecniche terapeutiche a domicilio), nell'Istituto da lui creato e diretto, la “Sonia Shankman Orthogenic School” dell'Università di Chicago, esemplificando con esempi clinici relativi ai vari casi.
Proprio questa definizione riassuntiva del contenuto di L'amore non basta, ci permette di mettere subito in chiaro la peculiarità di questo lavoro. Per adoperare un termine noto del nostro linguaggio, abbiamo dovuto tradurre con “Istituto” la “Scuola” dell'Autore, cioè abbiamo dovuto usare un concetto che (richiamando alla mente collegi più o meno angusti, metodi pedagogici più o meno antiquati, personale insegnante e di assistenza più o meno preparato, atteggiamenti educativi più o meno autoritari, illiberali e irrispettosi dei bisogni profondi del bambino) è molto lontano dalla realtà e dal clima della “Scuola” stessa.
E anche parlare di storie cliniche dei vari casi è veramente un modo del tutto inadeguato per riferirsi alle storie struggenti dei bambini accolti nella scuola, come quella di Lucille, la bambina che, per farsi accettare, credeva di dover sedurre gli uomini, o di Keith, che, a seguito di gravi e precoci carenze, era così avido e insaziabile da travestirsi - dovendosi mettere in costume - in “armadio delle caramelle”, o di Charles il quale, vivendosi come