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Si tratta di un “panel” della Società Psicoanalitica Americana svoltosi a New York nel dicembre del 1965 sotto la presidenza di John Frosch.
Nel suo ampio “reportage” Weinshel adotta una posizione di obbiettività. Possiamo così assistere via via alle osservazioni introduttive di Frosch, quindi alle presentazioni, da parte di vari partecipanti, di un materiale di interesse eccezionale — anche per la gravità della patologia — e agli interventi, spesso di notevole ampiezza, di altri partecipanti. Le diverse discussioni vengono poi messe a fuoco nei loro punti essenziali dallo stesso Frosch.
Ne risulta un quadro molto vivo e istruttivo, pur nella disparità dei punti di vista e nella molteplicità dei problemi sollevati, ardui prima di tutto per la natura dell'argomento. Tali problemi vengono schematizzati dal Presidente all'inizio e ripresi poi, sulla base dell'apporto di tutti i partecipanti, alla fine del “panel”.
Frosch offre anzitutto una breve definizione operativa di “gravi stati regressivi”, concettualizzandoli come quelle regressioni che “interessano gravemente l'abituale rapporto paziente-analista nel corso abituale del trattamento psicoanalitico per un periodo lungo o breve”. La patologia osservabile in queste situazioni è simile a quella che si incontra nelle condizioni psicotiche. Frosch solleva numerosi problemi, condensandoli in sei gruppi di domande:
I gravi stati regressivi fino al punto della disorganizzazione regressiva sono in vario grado inerenti a tutti i casi analitici o si tratta di un fenomeno speciale che si verifica solo in certi tipi di casi?
Abbiamo qualche criterio per anticipare tali reazioni nella storia e nel contatto iniziale, o dobbiamo aspettare gli sviluppi durante la situazione del trattamento?
Abbiamo qualche indicazione riguardo al tipo di situazione analitica che può precipitare tali reazioni?
Tali reazioni sono uno sviluppo necessario per facilitare il miglioramento nei pazienti, o sono esse da considerarsi intrusioni o rotture nell'alle