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Il sogno, nella teoria di Freud, è un processo psichico che tenta di realizzare, per via allucinatoria, un desiderio infantile. Si tratta dunque di un frammento di vita infantile che, con l'aiuto dell'energia psichica fornita dagli avvenimenti vissuti allo stato di veglia, cerca di ottenere un'oggettivazione illusoria percepita, però, come reale durante il sonno. Il desiderio, o impulso istintuale, non è conosciuto dalla parte cosciente dell'Io, per l'intervento della censura. Si tratta cioè di un desiderio proibito.
È necessario perciò evitare l'intervento del Super-Io per due ragioni: la realizzazione del desiderio sarebbe inibita completamente, oppure, se una presa di coscienza brusca avesse luogo, l'Io cadrebbe in uno stato di sofferenza. Giacché il sogno si realizza secondo il principio del piacere, bisogna che esso eviti questi due scogli. Preso fra un crescente bisogno istintuale, che minaccia il sonno, e la proibizione del Super-Io, esso perviene alla formazione di un compromesso, analogo a quello del sintomo, che esprime e nello stesso tempo maschera, permettendo la scarica istintuale ed evitando la presa di coscienza. Il blocco motorio caratteristico del sonno garantisce alla censura l'assenza del passaggio all'atto. Invece, un certo rilasciamento dell'Io durante il sonno rende più agevole la rappresentazione allucinatoria dell'oggetto proibito, sempre sotto un aspetto mascherato.
Da queste premesse deriva che il sogno è una costruzione complessa che implica l'attività di due funzioni psichiche: la formazione del