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Nel suo saggio dedicato all'Io e l'Es, Freud scrive che l'Io è anzitutto una struttura corporea, “non un'entità di superficie”, afferma testualmente l'Autore, “bensì una struttura che corrisponde alla proiezione di una superficie”; e si rifà all'homunculus degli anatomici con la testa in basso e le gambe in alto, a titolo esemplificativo. Proprio per questa derivazione somatica non è concepibile parlare di Io prima della possibilità di controllo dei movimenti muscolari e volontari, quindi prima della completata mielinizzazione del sistema nervoso. Nel suo sistema, quindi, la libido ha origini somatiche ed essa investe l'Io, che va progressivamente differenziandosi dalla originaria matrice inconscia, a partire dai vari organi del corpo, con particolare riferimento alle zone erogene. Il valore del corpo come sede dell'investimento narcisistico e libidico è più volte riaffermato.
Da un punto di vista clinico assai importante è la sua concezione riguardante l'erogenità del corpo, in base alla quale le parti non sessuali del soma possono essere vissute sessualmente, nel contesto di un investimento narcisistico. In effetti, scrive Freud, tutto il corpo è una regione erogena. Nel sonno, nei sogni, nelle malattie somatiche, nell'ipocondria, nelle perversioni e nell'autoerotismo, assistiamo a questo ripiegamento narcisistico, ove ad esempio le sensazioni dolorose somatiche testimoniano del valore erogeno delle regioni sofferenti. Nel suo lavoro Sul narcisismo Freud illustra i due tipi fondamentali di erogenità, quello pregenitale autoerotico, e quello genitale ed oggettuale.
Nell'illustrare le caratteristiche di questa organizzazione, egli parla