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Per affrontare da un punto di vista teorico la comprensione profonda di quanto succede nella situazione detta psicoterapeutica, mi pare indispensabile considerare il termine psicoterapia (che viene usato comunemente coi significati più vari) nella sua accezione più ampia possibile. Definirei quindi, allo scopo di meglio trattare questo tema, come “intervento psicoterapico” qualunque fattore psicologico volto a modificare uno stato psicopatologico nel senso del miglioramento e possibilmente della guarigione: non importa se questo fattore sia esercitato direttamente da noi oppure provocato indirettamente.
In questa prospettiva, si può dire che l'intervento psicoterapico si svolga con modalità assai diverse a seconda delle varie situazioni in cui si trova ad operare. Mi pare opportuno, nella presente relazione, raggruppare le varie modalità di intervento in tre categorie distinte (interpretazione psicoanalitica; presenza; inter-reazione).
Personalmente ritengo che ogni tipo di psicoterapia si configuri e si differenzi dagli altri tipi per le differenti combinazioni possibili di queste varie modalità, come dirò in seguito.
La prima avvisaglia storica di questo concetto si ha negli Studi sull'isteria, di Freud e Breuer. Questi autori dicono: “Ciascuno dei sintomi