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Nell'esaminare i rapporti tra nevrosi d'ansia e meccanismi proiettivi prenderò in esame un'epoca particolare dello sviluppo, l'adolescenza e gli anni che di poco la precedono. Ciò perché in tale periodo si verifica spesso un aumento o una ricomparsa dei sintomi d'ansia anche in soggetti precedentemente bene adattati, cui corrisponde, sul piano psicodinamico, una singolare intensità dei meccanismi proiettivi. Cercherò di descrivere alcuni aspetti della situazione interna che mette in moto tali difese, esaminando se possibile i motivi che le rendono così ostinate e che danno ragione delle difficoltà incontrate nel trattamento psicoterapico a questa età.
Mi varrò di materiale tratto dal caso di Marco, un ragazzo di 11 anni con sintomatologia ansiosa seguito da un anno con psicoterapia di tipo analitico — tuttora in corso — in una Child Guidance del centro di Londra.
Nella storia del paziente, che è figlio unico, si sono avute situazioni che possono avere agito in maniera traumatica. Mi riferisco alle burrascose relazioni fra i genitori, interrotte quando Marco aveva 2 anni e riprese un anno fa in maniera saltuaria; la madre ha avuto nel frattempo altri legami, di cui il paziente è a conoscenza, terminati tutti in episodi di violenza verbale o fisica, a causa, sembra, del cattivo carattere della signora.
L'inizio della sindrome ansiosa — in assenza di sintomi precedenti — è coinciso con la partenza di un insegnante a cui il ragazzo era