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In questo lavoro mi propongo di descrivere una fase della terapia analitica di un bambino psicotico di sei anni degente presso il reparto psichiatrico dell'Hopital Mont-Providence di Montreal. Quando fu ammesso presentava una forma di psicosi infantile grave.
L'interesse di questo caso consiste nella ricchezza del materiale clinico che ci ha offerto, servendoci esclusivamente della comunicazione non verbale.
Sergio non parla, ma può nondimeno aprirci il suo mondo per mezzo del gioco e dei gesti.
I dati raccolti consentono la discussione sull'esistenza e la qualità di una relazione oggettuale precedente la psicosi e sulla importanza di “insolite sensibilità precoci” (1) nella formazione di un Io fragile e prematuro.
Sergio è un bambino canadese illegittimo di sei anni e mezzo. Sembra che il parto e il periodo neonatale siano stati normali. Non si riscontra nulla di patologico negli antecedenti ereditari noti. Fu internato in un brefotrofio tre giorni dopo la nascita e vi è rimasto sino a tre anni e mezzo.
Nella sua cartella clinica ho potuto raccogliere qualche osservazione relativa a quel periodo.
“Sergio non partecipa ad alcuna attività con gli altri bambini, sta quasi sempre in disparte, non alza gli occhi da terra quando lo si avvicina o lo si chiama, non risponde alle domande, non pronunzia nessuna