You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
L'articolo costituisce una specie di relazione conclusiva dei lavori presentati al precongresso sulla selezione dei candidati. è segnato da una particolare concretezza che si presenta come buon senso paterno nell'accezione migliore del termine. I punti di notevole interesse sono le osservazioni relative al valore determinante che le interviste di selezione rivestono per il candidato in quanto lo pongono in rapporto diretto
con quello che secondo Kohut diverrà il modello psicoanalitico del soggetto.
Anche se è possibile cogliervi una tendenza idealizzante, l'assunto si sviluppa in una serie di corollari tecnici circa le modalità di effettuazione dell'intervista che raccomandano molta cautela nell'evitare quella che l'autore definisce una caduta del rispetto per le difese del candidato. Si affaccia qui per la prima volta il leit-motiv dell'articolo, cioè la preoccupazione che le motivazioni del futuro analista siano prevalentemente libidiche e che l'aggressività sia al servizio di queste. Questo è il nucleo del paragrafo che riguarda la caratterizzazione del buon analista, tema che l'autore ha il coraggio di non eludere, anche se le formule che propone sono di una polivalente genericità.