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Il lavoro Sul narcisismo (1914) rappresenta una fase di passaggio nel pensiero di Freud, che anticipa alcuni sviluppi successivi della teoria strutturale, indirizza l'attenzione agli stadi precoci e allo sviluppo dell'Io e offre uno stimolo allo studio dei rapporti oggettuali e dello sviluppo della distinzione tra il Sé e il non-Sé. In questo lavoro cercheremo di esaminare alcune delle conclusioni sulla scelta oggettuale esposte nell'articolo Sul narcisismo, di metterle in rapporto con idee espresse in epoche successive e di suggerire alcune necessarie elaborazioni, chiarificazioni e modifiche.
Freud descrisse due vie preferenziali di scelta dell'oggetto: l'analitica e la narcisistica. Si deve ricordare che a quel tempo egli seguiva la prima teoria degli istinti. Per analitico egli intendeva che “gli istinti sessuali sono all'inizio legati alla soddisfazione degli istinti dell'Io”; un gruppo di istinti si fonde con l'altro. Quale risultato di questa scelta la bambina può amare la madre che nutre e più tardi l'uomo che protegge.
La seconda via della scelta oggettuale, la scelta narcisistica, venne suddivisa in quattro sottotipi. Secondo questi una persona può amare: a) ciò che egli stesso è; b) ciò che egli stesso fu; e) ciò che egli stesso vorrebbe essere; d) qualcuno che una volta fu parte di se stesso. È chiaro che Freud intende riferirsi ad almeno due differenti principali aspetti della scelta oggettuale. Il primo è l'aspetto genetico, cioè la via che conduce alla scelta oggettuale, le linee di sviluppo lungo le quali questa scelta evolve. Il secondo concerne il tipo o categoria di scelta oggettuale, che rappresenta lo stadio finale al quale le varie vie conducono.
Ad esempio, un uomo può modellare il suo amore per una donna secondo l'amore che ebbe per sua madre, la donna che lo nutrì ed amò.