You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Ferdinand de Saussure (6), che è chiamato il padre della moderna linguistica, è anche il padre di un illustre psicoanalista, il Dr. Raymond de Saussure; ma vi sono altri importanti legami fra queste due discipline. La psicoanalisi non può nulla senza il linguaggio e lo studio del linguaggio non può fare a meno della psicologia. La psicoanalisi ha contribuito in misura importante alla comprensione della psicopatologia del linguaggio (per una eccellente rassegna al riguardo e una buona bibliografia sull'argomento vedi Laffal, 13). Lo studio della struttura del linguaggio promette d'altra parte di darci importanti lumi sui modelli di base della organizzazione dell'Io (5, 7, 8, 9, 16, 19, 29, 30, 31, 32).
La linguistica e la psicoanalisi condividono anche parecchie somiglianze metodologiche. Entrambe sono fondate su assunti deterministici. Esse pongono l'accento in modo simile sullo sviluppo storico e dipendono pesantemente dalla ricostruzione del passato, come strumento importante. Tutt'e due i campi sono analitici nel loro tipo di approccio. La teoria clinica e lo studio della struttura di linguaggi specifici forniscono somiglianze interessanti, ma ancora di più colpiscono per l'analogia del loro rapporto la metapsicologia della psicoanalisi e i sistemi “metalinguistici” per lo studio del linguaggio (per es. la grammatica trasformazionale di Chomsky, 5).
Il rapporto del linguaggio col pensiero ha un posto centrale in entrambe le discipline e continua a preoccupare i linguisti in modo diretto e gli psicoanalisti in modo implicito in tutte le loro attività.
Sia i linguisti che gli psicoanalisti hanno significativi interessi che si sovrappongono, nella funzione comunicativa del gesto e della mimesi e nel campo complesso dei fenomeni paralinguistici in tutte le loro ramificazioni (12, 15, 17, 18, 23, 24).