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È forse particolarmente appropriato che in questo XXVI Congresso della Società Internazionale di Psicoanalisi dedicato ai “Recenti sviluppi della psicoanalisi” uno dei “panels” sia sull'argomento: “Psicoanalisi e psicoterapia”. Ciò dimostra infatti il crescente interesse della cerchia mondiale degli psicoanalisti per ciò che è sembrata a lungo una creazione particolarmente americana, l'insieme cioè della teoria e della pratica della psicoterapia basata psicoanaliticamente o psicodinamicamente, in tutte le sue complesse relazioni con la psicoanalisi propriamente detta. In America questo sviluppo della psicoterapia psicoanalitica ha avuto una storia importante, vigorosa e contrastata, e la psicoterapia basata sulla psicoanalisi come teoria è divenuta un tema dominante nelle scuole mediche e nelle cliniche psichiatriche.
Già da più di una quindicina di anni, negli anni dal 1952 al 1954, la Società Psicoanalitica Americana ha dedicato quattro “panels” (English 1953, Ludwig 1954, Rangell 1954a, Chassell 1955) di un'intera giornata alla discussione della serie di controversie sia concettuali che tecniche nelle varie interpretazioni dei rapporti fra la psicoanalisi e le cosiddette psicoterapie dinamiche. Queste stesse controversie - secondo me - si presentano davanti a noi non molto alterate (e ancor meno risolte) nel crogiolo dell'esperienza clinica accumulata e dell'accresciuta conoscenza tecnica che possediamo oggi; in questo “panel” avremo modo di considerarle dal più largo punto di vista delle varie esperienze degli psicoanalisti nei diversi centri nazionali e regionali di attività psicoanalitica con i loro diversi sviluppi storici e le differenti situazioni ecologiche.
Posso adempiere nel modo più conveniente alla mia iniziale responsabilità di Presidente del “panel” additando con una serie di domande