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È ben difficile, oltre che penoso, per chi come me, negli anni lontani dell'immediato anteguerra, fu accanto ad Edoardo Weiss ai fini dell'affermazione della psicoanalisi in Italia, ricordare degnamente il suo nome, ora che non è più tra i vivi. Con ben altro animo ne descrissi la figura e l'opera in quel convegno di Trieste su “Psicoanalisi e cultura”, svoltosi nel 1968 e a lui dedicato, al quale, per motivi di salute, egli non poté presenziare.
Edoardo Weiss era nato a Trieste il 21 settembre 1889 ed è morto a Chicago (Stati Uniti) il 15 dicembre 1970. Studiò medicina a Vienna dal 1908 al 1914, anno in cui si laureò. A Vienna stessa cominciò a occuparsi di psicoanalisi ed ebbe come guida Paul Federn, la cui influenza fu decisiva per la sua formazione scientifica. Egli fu, beninteso, m cordiali rapporti con Freud, con il quale rimase in contatto anche da lontano, sino alla morte del fondatore della psicoanalisi, e proprio nel 1970 aveva pubblicato una parte delle cinquanta interessantissime lettere di Freud da lui possedute, la cui copia fotostatica si trova nei Freud's Archives di New York. Nel 1913 era diventato membro effettivo della Società Psicoanalitica di Vienna e dell'Associazione Psicoanalitica Internazionale, da poco istituita. All'Università di Vienna,