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L'ultimo capitolo del discorso analitico del Prof. Perrotti si andava dispiegando sul bisogno di autodeterminazione dell'uomo e sulla sua “tendenza originale e irriducibile” alla creatività (Psiche, VI, 5, 1969). Un discorso iniziato quarantenni fa, che si è sviluppato senza cedimenti secondo tre direttrici fondamentali designate dai principi di ragione, di realtà, di scoperta. Attraverso un costante travaglio, egli si conquistò il privilegio di integrare sempre più compiutamente le sue dimensioni umane profonde alla sua opera analitica quotidiana di terapeuta e di maestro.
Nacque a Penne (Pescara) nel 1897, ereditando energica tempra aprutina, cultura familiare, valori etici e ideali che coltivò con coraggio e tenacia. L'interesse sensibile e forte per la “vita” dell'uomo determinò prestamente in lui la nascita di due esigenze concordanti: lo studio della medicina e l'apprensione di una coscienza politica e sociale.
Negli anni '20 scelse la via socialista per la sua azione politica, condotta con fermezza per oltre un trentennio, contro la pericolosa repressione fascista, prima, contro la disintegrazione regressiva del periodo postbellico, poi. Compagno di lotta di Nenni, Saragat, Pertini, Lombardi, fu deputato al Parlamento nel 1948 e nel 1950 fu Alto Commissario per l'Igiene e la Sanità.