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La psicogenesi della frigidità, se si escludono i rari casi dove l'origine organica è manifesta perché dovuti a gravi malformazioni o ad insufficienze ormonali importanti, è in pratica accettata dalla medicina moderna quale conseguenza, da un lato dell'insuccesso delle cure biologiche in questo campo e dall'altro lato dei positivi risultati della ricerca e dell'attività terapeutica psicoanalitiche.
La frigidità femminile tuttavia si presenta ancora come un problema clinico non interamente risolto. Innanzitutto non è sempre facile stabilire quando ci si trovi davvero di fronte ad un caso di frigidità, poiché se essa è interpretata solo come uno stato di insensibilità erotica ci si deve affidare a constatazioni soggettive e se invece essa viene connessa alla mancanza di orgasmo ci si urta contro le difficoltà a precisare le varianti e le sfumature dall'orgasmo della donna. Le difficoltà insomma a delimitare l'orgasmo femminile nelle sue modalità psicofisiologiche di estrinsecazione. Tanto più che se tale orgasmo mostra quale punto esclusivo di scatenamento la zona clitoridea noi parleremo di frigidità parziale. E l'orgasmo realizzantesi secondo dati criteri fisiologici non è un sicuro apportatore di soddisfacimento risolutivo della tensione erotica, mentre è possibile assistere al raggiungimento di uno stato di benessere e di distensione senza che si sia determinata un'esplosione orgasmica ben evidente (61a).
Così le statistiche che sono state tentate sulla diffusione della frigidità appaiono spesso contraddittorie e poco convincenti. Si è del resto anche preteso che l'orgasmo non sia per la donna che un fenomeno culturale.