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Questo libro si colloca in un momento molto importante nell'evoluzione del pensiero di Melanie Klein. Esso infatti rappresenta un approfondimento nella comprensione dei primi processi psichici della mente infantile e segna un tappa significativa nel processo del movimento psicoanalitico e del pensiero umano. La prima edizione apparve in lingua tedesca e, quasi contemporaneamente, in lingua inglese nel 1932. A quell'epoca Melanie Klein aveva già pubblicato in Imago e, poi,
nell'International Journal of Psychoanalysis, una decina di lavori scritti nel periodo che va dal 1919 al 1932, nei quali già erano evidenti i germi delle scoperte che andava facendo.
Si può dire che Melanie Klein è la prima psicoanalista che si sia dedicata completamente all'analisi infantile. I precedenti di questi studi erano quasi inesistenti se si eccettui la famosa analisi del piccolo Hans, fatta da Freud, che in quell'occasione dimostrò come anche i bambini siano accessibili all'analisi attraverso l'espressione verbale.
Melanie Klein si servì del gioco per comprendere l'animo infantile e in tal modo scoprì che il gioco costituisce l'equivalente di ciò che sono le libere associazioni per l'adulto. Un tentativo di introdurre il gioco nell'analisi infantile era già stato fatto dalla dott. Hugh Helmuth, ma Melanie Klein si servì del gioco come della via maestra per scoprire i primi moti dei processi psichici primari del bambino.
Nella prima parte di questo volume sono discussi i problemi della tecnica del gioco, viene dimostrato come l'utilizzazione di tale tecnica permetta di rispettare, nell'analisi infantile, i principi teorici e tecnici su cui si fonda l'analisi degli adulti; vengono anche descritti gli adattamenti di questa tecnica alle fasi successive dello sviluppo del bambino: periodo di latenza e pubertà.
Tutte le scoperte di Melanie Klein derivano dalla sua dedizione all'analisi infantile e dall'osservazione del sorgere del pensiero nel bambino. Cose già intraviste, segnalate da Freud, d